Essere mamma ti insegna la flessibilità.
Essere freelance ti insegna la responsabilità.
Essere studentessa ti ricorda che non si smette mai di imparare.
La sfida è far convivere tutto questo senza sentirsi sempre in ritardo. E qui entra in gioco il mio vero equilibrio: non un’agenda perfetta, ma un approccio più umano e consapevole.
Il mio principio guida: lentezza attiva
Non la lentezza intesa come “fare meno”, ma come fare con presenza.
È il contrario della corsa cieca.
È un modo di lavorare e studiare in cui ascolto i miei ritmi, rispetto i tempi della mia famiglia e creo spazi che non siano schiacciati dalla pressione del “devo”.
La domanda che mi salva ogni giorno:
“Cosa conta davvero oggi?”
Non cosa devo fare.
Cosa conta davvero.
A volte è una consegna per un cliente.
A volte è una pagina da studiare.
A volte è un pomeriggio sul divano a guardare un cartone con i miei figli. E tutte queste cose hanno dignità.
Tutte queste cose costruiscono equilibrio.
Cosa succede quando la vita non collabora (spoiler: succede spesso)
Lo studio va a rilento.
Un progetto urgente salta fuori dal nulla.
Uno dei tuoi figli si ammala il giorno in cui avevi pianificato quattro ore perfette di focus.
In quei momenti non serve una tabella di marcia, serve gentilezza verso te stessa.
E serve ricordare che il percorso non è mai una linea retta. La cosa più potente che possiamo fare, come mamme e come professioniste?
Continuare. Anche piano, anche storte, anche con una lentezza che non avevamo previsto.
Proprio di recente ho letto un articolo davvero interessante sul Corriere di Bologna in merito al carico mentali delle madri lavoratrici. Mi ha fatto riflettere su quanto sia importante concedersi spazi di respiro e gentilezza verso se stesse, senza sentirsi in colpa per non essere sempre perfette.
La mia organizzazione (vera, non da Pinterest)
Quindi ecco cosa funziona davvero per me:
1. Blocchi di lavoro “a energia”, non “a orario”
Ci sono momenti in cui la mente vola e altri in cui non riesco a mettere due parole in fila.
Quindi alterno:
- compiti creativi quando sono più lucida
- compiti operativi quando la giornata è storta
- studio la sera o la mattina presto, quando il mondo è ancora silenzioso
2. Micro-obiettivi settimanali
Non: “studiare 30 pagine al giorno”.
Ma: “entro domenica voglio aver chiuso questo modulo”.
Funziona. Sempre.
3. Il trucco del 70%
Non faccio mai piani che occupano il 100% del mio tempo.
Nella mia agenda lascio sempre un 30% vuoto, perché so che la vita ci metterà del suo.
Strumenti che uso davvero (e che consiglio)
📘 Per studiare meglio
- Notion → perfetto per appunti, mappe mentali, divisione dei moduli, calendario studio.
- Anki → per memorizzare attraverso il metodo delle flashcards (santo graal per mamme con poco tempo).
- Speechify → trasforma testi in audio: ascolto mentre cucino, sistemo, guido.
📅 Per organizzarsi meglio
Oltre a Google Calendar (che resta imbattibile), ecco alternative utili:
- TimeTree → calendario condiviso perfetto per famiglie (agenda scuola, attività, visite).
- Structured → app bellissima che trasforma la giornata in una timeline chiara, perfetta per mantenere il focus.
- TickTick → lista to-do semplice, ma con una funzione pomodoro integrata.
🔧 Per lavorare con più leggerezza
- Toggl Track → per capire quanto tempo richiedono davvero i clienti e i progetti.
- Calendly → elimina i continui “quando sei libera?” e libera spazio mentale.
- Canva → per piccoli contenuti, presentazioni, appunti visivi.
Cosa ho imparato davvero ripartendo da zero
1. Non sei in ritardo: sei nel tuo tempo
La società ci fa credere che ci sia un’età giusta per tutto.
Ma la verità è che non esiste un tempo perfetto per ricominciare.
Esiste solo il tuo.
2. Studiare da adulti è più difficile, ma anche più ricco
Hai più responsabilità, sì.
Ma hai anche più motivazione, più consapevolezza, più direzione.
3. Non devi farcela da sola
Chiedere aiuto non è un segno di debolezza.
È un atto di gestione intelligente della propria energia.
4. L’equilibrio non si conquista una volta per tutte
Si crea ogni giorno.
A volte funziona, a volte no.
E va bene così.
Conclusione: l’equilibrio perfetto non esiste, quello possibile sì
Essere mamma, freelance e studentessa non significa fare tutto alla perfezione.
Significa trovare un modo per restare fedeli a ciò che conta davvero: la tua crescita, la tua famiglia, i tuoi valori.
La tua vision — comunicare in modo più umano, più lento, più autentico — parte anche da qui: dalla tua storia, dalle tue imperfezioni, dalla tua verità. E forse questo articolo non ti darà più ore nella giornata… ma spero ti ricordi una cosa: puoi farcela. Anche piano. Anche così.
E tu? Stai cercando un modo per lavorare o studiare con più equilibrio?
Raccontami la tua esperienza nei commenti: mi farebbe davvero piacere leggerla.


